L’essere giocatore professionista di poker è una professione che a prima vista può sembrare estremamente lucrativa. Questa impressione è causata, fra l’altro, dalle sempre più numerose notizie sulle vincite dei vari campioni di poker. Non è necessario vincere i 9 milioni di dollari del primo posto al main event delle WSOP. Anche una vincita come quella di ieri di Andrea Dalle Molle all’EPT Copenhagen, 60.357€, rappresenta un’ottima fonte di guadagno, tenendo poi conto che molto probabilmente non sarà l’unica dell’anno.
Ma va preso in considerazione che i tornei di poker, più sono lucrativi e offrono um montepremi di riguardo, e più richiedono spese d’iscrizione elevate. È vero che tutti questi tornei danno la possibilità di qualificarsi online tramite tornei satellite, ma è anche vero che su centinaia o migliaia di giocatori che tentano di conquistare il loro posto al torneo, ce ne sono solo pochi o poche decine a riuscirci.
Quando un giocatore di poker è professionista e sponsorizzato da una poker room, le cose sono chiaramente molto diverse, visto che le sue trasferte, soggiorni e buy-in ai vari tornei sono pagati dalla poker room. In questo caso il giocatore pro non solo a tutto pagato, ma in genere riceve anche un compenso dalla poker room per rappresentarla nei tornei.
Oltrepassare la fase iniziale dove ci si deve pagare tutto per partecipare ai tornei più in vista per farsi notare da una poker room è il passo più difficile da fare. Finchè non si riesce a sfondare e farsi notare, non si riuscirà ad ottenere un contratto con uno sponsor. D’altro canto per farsi notare c’è bisogno di investire molti fondi per partecipare ai tornei dove le poker room cercano le nuove stelle.
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